VARI MODI MUSICALI

I modi musicali antichi e la musica moderna: il jazz tonale

Il jazz affonda le sue radici dall’incontro tra le tradizioni africane degli schiavi deportati in America con le proprie particolari ricchezze timbriche, e gli stampi formali e tonali europei.

Fino ai primi anni ’50 l’armonia del jazz si fondò in buona parte sulle funzioni tonali, ma fu proprio in questi anni che cominciò a spostarsi verso il sistema teorico modale. Cominciò cioè a trasformarsi in una musica libera dalle funzioni tonali tipiche della musica europea.

Per musica modale si intende appunto quella composta utilizzando i modi e le scale antiche, le quali hanno rapporti diversi tra le note e non risentono del potere di attrazione di una nota sulle altre, come invece avviene nella musica tonale, dove tutto il brano ruota intorno ad un accordo e ad una nota principale, che viene definita appunto “tonica” o “tonale”.

Nel 1953 George Allan Russell scrisse “The Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization”, una delle massime opere teoriche del jazz, nella quale si dava la svolta definitiva all’evoluzione dell’armonia jazz, dando così il via al jazz modale.

Nel sistema di Russell, invece di utilizzare le classiche scale maggiori e minori, le cui versioni naturali iniziano rispettivamente con la nota Do e la nota La, vengono utilizzati i parametri del modo Lidio (uno degli otto modi antichi) che inizia dal Fa. L’improvvisazione è uno dei cardini del jazz, e nel sistema di Russell l’improvvisatore può effettuare sostituzioni armoniche in tutta libertà senza essere costretto entro i limiti armonici della struttura tonale.

In altre parole, nella musica tonale ogni composizione risente della tonalità nella quale viene scritta, ed ogni nota e ogni accordo orbita inevitabilmente intorno alla nota che funge da polo di attrazione. In questo sistema, l’ambito di intervento del musicista e soprattutto dell’improvvisatore, anche se molto ampio, è comunque vincolato a precisi schemi che imbrigliano l’abilità e la maestria tipica dei solisti jazz. Il sistema modale rompe questi schemi e libera l’improvvisazione verso spazi più vasti.

Sulla scia di Russell adottarono il sistema modale molti altri maestri del jazz, tra i quali Miles Davis, Charles Mingus, Gil Evans, i quali andarono anche oltre il modo Lidio teorizzato da Russell, applicando al jazz i sette modi del canto gregoriano, nonchè scale inconsuete di 5, 6 e 8 suoni.

Uno degli album manifesto del jazz modale è “Kind of Blue” di Miles Davis.

La modalità è presente, anche se in modo meno vistoso, nel free jazz e nella scuola di Chicago detta AACM (Associazione per l’Avanzamento dei Musicisti Creativi).

Informazioni sull’Autore

Mirco Conforti

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